THT e diastasi addominale

Introduzione

La tecnica THT si avvale di suturartici meccaniche (dispositivi manuali o laparoscpici) che applicano graffette metalliche e tagliano.

Tali dispositivi non sarebbero progettati in realtà per la parete addominale ma per la chirurgia dei visceri.

Il principale punto critico di questo intervento è il sovvertimento anatomico della linea mediana e lo slaminamento dei muscoli retti.

La tecnica THT è manuale-laparoscopica e non prevede l'uso di piattaforme robotiche di alcun tipo.

 La tecnica THT si basa sulle suturartici meccaniche  

Le suturartici meccaniche sono dispositivi progettati per "l'anastomosi "dei visceri (il collegamento tra loro di visceri cavi) e non per trattare la parete addominale.

Esse applicano più linee di piccole agraphes metalliche (normalmente leghe al titanio) e tagliano al centro con un cutter integrato nel dispositivo. L' abbinamento di suture laterali e sezione centrale è per permettere la connessione e comunicazione tra un viscere cavo e l'altro.

L' applicazione di questi device nella chiusura di una diastasi va quindi ben al di la della destinazione d'uso per la quale sono stati progettati, ponendo una serie di possibili problematiche tecniche

1) Le graffette applicate hanno spessore e forma studiate per i visceri e non per la parete addominale. Vi è pertanto il rischio che esse non facciano adeguata presa sui tessuti delle fascie tendinee (specialmente sulla fascia anteriore dei retti che è la più spessa).

2) La linea mediana addominale è piuttosto lunga comparata alla lunghezza delle  suturuatrici, è pertanto necessario applicare numerose cariche con una certa criticità di raccordo tra una carica e l'altra (sui raccordi le graffette si sovrappongono le une alle altre).

2) La sezione su cutter che le suturartici inevitabilmente comportano seziona la linea mediana (manovra piuttosto distante dal ricostruirla).

La tecnica THT comporta un certo sovvertimento anatomico della linea mediana e lo slaminamento dei muscoli retti

La linea mediana anziché ricostruita si trova ad essere sezionata centralmente dal cutter della suturatrice e si viene a determinare una comunicazione innaturale tra i due muscoli retti (che normalmente sarebbero sigillati singolarmente dalle loro guaine tendinee). 

Viene infine creata una cavità slaminando le fibre muscolari dei retti dalla loro guaina posteriore ed in questo spazio viene alloggiata una rete.

Tale rete risulta pertanto a contatto diretto con le fibre contrattili muscolari.

Si può quindi classificare la tecnica di THT tra le tecniche retromuscolari -prefasciali con evidenti analogie nei confronti della tecnica tradizionale di Rives (che è il capostipite delle tecniche retromuscolari-prefasciali).

 In caso di recidiva, come per altre tecniche retromuscolari-pre-fasciali, a causa del sovvertimento anatomico e della possibile perdita di sostanza muscolare, un'eventuale reintervento potrebbe risultare piuttosto problematico.

In conclusione

Non eseguiamo questo tipo di tecniche. Preferiamo ricostruzioni più rispettose dell'anatomia, ricostruendo la linea mediana con suture in filo anziché in agraphes metalliche e posizionando reti in piani anatomici che non interferiscano con le fibre contrattili. Possiamo ottenere questo sfruttando il piano pre-perintoneale, in chirurgia robotica (da non confondere con le tecniche e strumentazioni elencate in questo capitolo).

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