Diastasi addominale: tecniche ricostruttive

Indice
Introduzione
Tecniche ricostruttive: le tre macrocategorie
Tecniche transaddominali-pre-peritoneali (robotica Dr. Darecchio)
Tecniche anteriori (open in corso di addominoplastica o endoscopiche)
Tecniche endoaddominali posteriori (gruppo tecniche laparoscopiche e mini laparoscopiche)

Introduzione

Gli interventi rivolti a trattare la diastasi addominale mirano al riavvicinamento dei muscoli retti e quindi al loro riallineamento sulla linea mediana dell’addome permettendone il corretto funzionamento e ripristinando la loro funzione contenitiva.

Con l’obiettivo di ottenere questo nei vari periodi storici sono stati proposti numerosi approcci considerando oltre all’ideale anatomico anche la strumentazione disponibile e le possibilità tecniche del momento.

Per classificare le varie tecniche è necessario descrivere le caratteristiche strutturali oltre che la via di accesso (grandi o piccole incisioni esterne), il piano anatomico di lavoro ed infine gli strumenti / materiali utilizzati.

Tecniche ricostruttive: le tre macrocategorie

Nelle successive tre macrocategorie possiamo catalogare le varie ricostruzioni di parete addominale per diastasi dei muscoli retti.

Tecniche transaddominali-pre-peritoneali (robotica Dr. Darecchio)

La tecnica robotica trans-addominale pre-peritoneale (R-TAPP) è quella che noi preferiamo per i risultati che ci ha permesso di ottenere. Si esegue attraverso piccole vie di accesso e si colloca nel penultimo strato della parete addominale, uno spazio denominato pre-peritoneo.

Non richiede estese dissezioni, pertanto non sono necessari tubi di drenaggio. Si realizza un allineamento molto anatomico dei muscoli retti.

Se in base alle caratteristiche dei tessuti, vi sia indicazione a collocare una rete, essa verrà posizionata nel piano pre-peritoneale, risultando in una zona sicura che ne impedisce il contatto con l’intestino.

Per la particolare zona di collocazione della rete non è necessario alcun dispositivo di fissaggio, si utilizzano reti leggere, autofissanti e parzialmente riassorbibili.

Queste procedure vengono eseguite in anestesia generale come tutte le altre tecniche.

Per realizzare questi interventi è necessaria sia la strumentazione robotica che un’equipe specifica e realmente qualificata.

Tecniche anteriori (open in corso di addominoplastica o endoscopiche)

Le tecniche che approcciano la parete addominale per via anteriore possono essere eseguite in corso di addominoplastica, attraverso le grandi incisioni tipiche dell’intervento.

Oppure come proposto più recentemente al chiuso, con piccole vie di accesso per via endoscopica.

In ambedue i casi tuttavia si rende necessaria un’ampia dissezione del pannicolo adiposo per esporre la superficie anteriore muscolo-tendinea. Si esegue quindi manualmente o per via endoscopica una sutura di avvicinamento anteriore dei muscoli retti.

È necessario disinserire l'ombelico e vengono posizionati dei tubi di drenaggio da mantenere per un periodo variabile nel post-operatorio. Può essere posizionata una rete di rinforzo che deve essere fissata con punti di sutura o ancorette (denominate tucks) se l'intervento è eseguito per via endoscopica.

Tale rete risulta collocata in un piano piuttosto superficiale, e sebbene non vi sia pericolo di contatto con l’intestino, in alcune condizioni (particolarmente nei pazienti molto magri) può risultare molto vicino alla cute. Queste tecniche necessitano in ogni caso, in tutte le loro varianti, di anestesia generale.

Tecniche endoaddominali posteriori (gruppo tecniche laparoscopiche e mini laparoscopiche)

L’avvicinamento dei muscoli retti avviene lavorando totalmente in cavità addominale, attraverso una sutura sul versante posteriore della parete addominale.

Viene infine posizionata rete collocata all’interno della cavità addominale.

Tale rete deve essere di necessità fissata con delle apposite ancorette denominate tucks (le tucks sono mezzi di fissaggio per le reti costituite da spirali o ancorette di vari materiali metallici, plastici o polimerici).

Inevitabilmente in tutte le varianti di queste tecniche, a ricostruzione ultimata, un versante della rete risulta a contatto diretto con l’intestino così come parte delle ancorette di fissaggio.

Tutti questi interventi necessitano di anestesia generale in qualsiasi loro variante.

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