Diastasi addominale e alimentazione

In caso di diastasi dei muscoli retti bisogna cercare di non eccedere in quegli alimenti che fermentando possono creare gonfiore.

Una non trascurabile quota di pazienti affetti da diastasi dei muscoli retti non sa di esserlo e non conosce nemmeno la patologia.
Banalmente alcuni di essi pensano di essere solo “un po’ ingrassati in gravidanza” ma alla prova della bilancia in realtà il peso è normale. In questi casi una dieta per dimagrire non è ovviamente risolutiva e ci si ritrova ad avere un addome di un volume non consono alle proporzioni ed al peso corporeo.
Tavolta addirittura pazienti sottopeso o affette da disturbi dell’alimentazione di tipo anoressico ritrovandosi ad avere un addome voluminoso e non sapendo di essere affette da diastasi addominale, sono portate ad intraprendere ulteriori diete senza senso e peggiorative.

In linea generale se il peso corporeo è normale ci si può solo limitare a ridurre nella dieta tutti quegli alimenti che fermentando possono produrre gonfiore.

La parete addominale di un paziente affetto da diastasi dei muscoli retti infatti, non ha normale il potere contenitivo che dovrebbe avere e un qualsiasi motivo di dilatazione gastrica o intestinale la fa espandere a dismisura, provocando un abnorme gonfiore complessivo dell’addome.

Nei casi di sovrappeso invece è indicato il dimagrimento, come già spiegato infatti, diastasi dei muscoli retti e sovrappeso, sono condizioni che possono coesistere e peggiorarsi a vicenda. Tuttavia non si può avere la pretesa che il dimagrimento sia del tutto risolutivo sul quadro addominale nel complesso. Spesso addirittura dimagrendo, i pazienti sovrappeso affetti da diastasi addominale notano ancora di più il difetto di parete, dal momento che il pannicolo adiposo sottocutaneo si assottiglia e lascia trasparire con maggior definizione la componente muscolo-tendinea. La risoluzione del sovrappeso in maniera completa e stabile è un presupposto assolutamente necessario per considerare la ricostruzione chirurgica della parete addominale.

Bisogna diffidare quindi se viene proposto un’intervento chirurgico senza trattare in precedenza in maniera convincente il sovrappeso. Una eventuale liposuzione di completamento infine ha ovviamente solo un valore di rifinitura per trattare depositi adiposi localizzati nello strato sottocutaneo e non deve avere in alcun modo una finalità di puro calo ponderale.

Anche se non si intenda voler procedere ad alcuna chirurgia la riduzione del grasso viscerale è salutare ed a livello di parete addominale riduce le componenti di sforzo che potrebbero in futuro far peggiorare ancora di più il difetto di parete.

É buona norma, per tutti i concetti finora elencati, che prima di intraprendere qualsiasi percorso dimagrante in autonomia o con un “dietista”, se si ha anche solo il sospetto di una diastasi addominale, farsi visitare da un medico veramente specialista del settore, ottenendo una diagnosi validata, anche nel caso la chirurgia non sia una priorità del momento.

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