Diastasi addominale: intervento chirurgico

Gli interventi rivolti a trattare la diastasi addominale mirano al riavvicinamento dei muscoli retti e quindi al loro riallineamento sulla linea mediana dell’addome permettendone il corretto funzionamento e ripristinando la loro funzione contenitiva.

Con l’obiettivo di ottenere questo nei vari periodi storici sono stati proposti numerosi approcci considerando oltre all’ideale anatomico anche la strumentazione disponibile e le possibilità tecniche del momento.
Per classificare le varie tecniche è necessario descrivere le caratteristiche strutturali complessive della ricostruzione oltre che la via di accesso, il piano anatomico di lavoro, gli strumenti ed i materiali utilizzati.

Tecniche transaddominali-pre-peritoneali (robotica Dr. Darecchio)
  • Cicatrici non visibili (piccole vie di accesso)

  • Tubo di drenaggio assente

  • Allineamento muscolare ottimale

  • Nessuna clip/tuck/punto di sutura per il fissaggio della rete

  • Nessun contatto tra intestino e rete (rete semi-riassorbibile collocata nello spazio pre-peritoneale)

  • Costi alti (necessita di strumentario specifico ed equipe dedicata)

  • Anestesia generale (la medesima anestesia che si utilizza in tutte le tecniche operatorie)

Tecniche intraperitoneali posteriori (gruppo tecniche laparoscopiche e varianti)
  • Cicatrici non visibili (piccole vie di accesso)

  • Tubo di drenaggio assente

  • Allineamento muscolare posteriore comprendente tessuto peritoneale

  • Utilizzo clip/tucks/punti di sutura (di vari materiali metallici, plastici o polimerici) per il fissaggio della rete

  • Contatto tra intestino e rete (rete a permanenza collocata all’interno della cavità addominale)
  • Costi contenuti (strumentario comune ed equipe generica)

  • Anestesia generale (la medesima anestesia che si utilizza in tutte le tecniche operatorie)

Tecniche anteriori (open in corso di addominoplastica o endoscopiche)
  • Cicatrici grandi ed estese dissezioni (se in corso di addominoplastica)

  • Necessità di tubo di drenaggio

  • Allineamento muscolare anteriore introflettente

  • Rete superficiale a permanenza fissata con punti di sutura

  • Nessun contatto tra intestino e materiali utilizzati (l’intevento ha luogo negli strati tessutali superficiali in ampia dissezione sottocutanea)
  • Costi contenuti (strumentario comune ed equipe generica)

  • Anestesia generale (la medesima anestesia che si utilizza in tutte le tecniche operatorie)

Chirurgia robotica

Tecniche transaddominali-pre-peritoneali (robotica Dr. Darecchio)

La tecnica robotica trans-addominale pre-peritoneale si colloca nel penultimo strato della parete addominale, in uno spazio denominato pre-peritoneo. Viene eseguita attraverso piccole vie di accesso e non richiede estese dissezioni, pertanto non sono necessari tubi di drenaggio. Si realizza un allineamento molto anatomico dei muscoli retti. Se in base alle caratteristiche dei tessuti, vi sia indicazione a collocare una rete, essa verrà posizionata nel piano pre-peritoneale, risultando in una zona sicura che ne impedisce il contatto con l’intestino. Per la particolare zona di collocazione della rete non è necessario alcun dispositivo di fissaggio, si utilizzano reti leggere, autofissanti e parzialmente riassorbibili. Queste procedure vengono eseguite in anestesia generale come tutte le altre tecniche. Per realizzare questi interventi è necessaria sia la strumentazione robotica che un’equipe specifica e realmente qualificata.

  • Tubo di drenaggio assente

  • Allineamento muscolare ottimale

  • Nessuna clip/tuck/punto di sutura per il fissaggio della rete

  • Nessun contatto tra intestino e rete (rete semi-riassorbibile collocata nello spazio pre-peritoneale)

  • Costi alti (necessita di strumentario specifico ed equipe dedicata)

  • Anestesia generale (la medesima anestesia che si utilizza in tutte le tecniche operatorie)

Tecniche intraperitoneali posteriori (gruppo tecniche laparoscopiche e varianti)

Queste tecniche vengono realizzate con strumentario laparoscopico o minilaparoscopico attraverso piccole vie di accesso. L’avvicinamento dei muscoli retti avviene lavorando tuttavia totalmente in cavità addominale, attraverso una sutura sul versante posteriore della parete addominale. Viene infine posizionata rete collocata all’interno della cavità addominale. Tale rete deve essere di necessità fissata con delle apposite ancorette (denominate tucks). Inevitabilmente in tutte le varianti di queste tecniche, a ricostruzione ultimata un versante della rete risulta a contatto diretto con l’intestino cosi come parte delle ancorette di fissaggio. Queste procedure necessitano in ogni caso, in tutte le loro varianti, di anestesia generale.

  • Cicatrici non visibili (piccole vie di accesso)

  • Tubo di drenaggio assente

  • Allineamento muscolare posteriore comprendente tessuto peritoneale

  • Utilizzo clip/tucks/punti di sutura (di vari materiali metallici, plastici o polimerici) per il fissaggio della rete

  • Contatto tra intestino e rete (rete a permanenza collocata all’interno della cavità addominale)
  • Costi contenuti (strumentario comune ed equipe generica)

  • Anestesia generale (la medesima anestesia che si utilizza in tutte le tecniche operatorie)

Tecniche anteriori (open in corso di addominoplastica o endoscopiche)

Le tecniche che approcciano la parete addominale per via anteriore possono essere eseguite in corso di addominoplastica, attraverso le grandi incisioni tipiche dell’intrevento, oppure come proposto più recentemente al chiuso, con piccole vie di accesso per via endoscopica. In ambedue i casi tuttavia si rende necessaria un’ampia dissezione del pannicolo adiposo per esporre la superficie anteriore della parete addominale. Si esegue quindi manualmente o per via endoscopica una sutura di avvicinamento anteriore dei muscoli retti. È necessario disinserire l’ombelico e vengono posizionati dei tubi di drenaggio da mantenere per un periodo variabile nel post-operatorio. Può essere posizionata una rete di rinforzo che deve essere fissata con punti di sutura o ancorette (denominate tucks). Tale rete risulta collocata in un piano piuttosto superficiale, e sebbene non vi sia pericolo di contatto con l’intestino, in alcune condizioni (particolarmente nei pazienti molto magri) può risultare molto vicino alla cute. Queste tecniche necessitano in ogni caso, in tutte le loro varianti, di anestesia generale.

  • Cicatrici grandi ed estese dissezioni (se in corso di addominoplastica)

  • Necessità di tubo di drenaggio

  • Allineamento muscolare anteriore introflettente

  • Rete superficiale a permanenza fissata con punti di sutura

  • Nessun contatto tra intestino e materiali utilizzati (l’intevento ha luogo negli strati tessutali superficiali in ampia dissezione sottocutanea)
  • Costi contenuti (strumentario comune ed equipe generica)

  • Anestesia generale (la medesima anestesia che si utilizza in tutte le tecniche operatorie)