La chirurgia robotica

Nella chirurgia addominale la robotica rappresenta attualmente l’opzione meno invasiva nel campo delle strumentazioni disponibili.

È importante sottolineare che in questo tipo di strumentazione non vi sia alcuna funzione autonoma. Il sistema agisce soltanto come fine riproduttore dei movimenti del chirurgo, riducendoli in ampiezza con diverse scale metriche per lavorare anche in spazi estremamente piccoli ed altrimenti inaccessibili. Il chirurgo opera a poca distanza dal paziente avendo il controllo della sala operatoria e del visore tridimensionale nella consolle. Attraverso la visione tridimensionale e ingrandita che il sistema offre, il chirurgo ha una percezione aumentata dei dettagli e, grazie ad alcuni particolari filtri, si possono evidenziare in tempo reale strutture anatomiche altrimenti invisibili ad occhio nudo.

Gli strumenti

Gli strumenti utilizzati in chirurgia robotica possiedono sette gradi di libertà nel movimento.

Gli antenati strumenti laparoscopici, da cui derivano, non dispongono invece di alcuna articolabilità, rimanendo fissi sul loro asse di lavoro con movimenti obbligati e limitati.
Con la robotica, grazie alla articolabilità, alla visione tridimensionale ed alle scale metriche riduttive dei movimenti è diventato possibile concepire nuove tecniche di ricostruzione per la diastasi addominale in spazi altrimenti preclusi ma estremamente vantaggiosi come il sottile piano pre-peritoneale.

“La chirurgia robotica
è fatta di gesti misurati e precisi.
Eleganza e finezza nei movimenti che rivedo
nel risultato finale”

Dr Antonio Darecchio